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Farmacocinetica ed interazioni farmacologiche di Crestor
I recenti studi basati sull’evidenza hanno confermato i benefici dell’abbassamento intensivo del colesterolo LDL nel ridurre il rischio cardiovascolare.
Le statine, note anche come inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, hanno dimostrato di ridurre in modo significativo i livelli di colesterolo LDL.

Tra le statine, Rosuvastatina ( Crestor ) è il farmaco più efficace nel ridurre i livelli del colesterolo LDL, in grado anche di ridurre il colesterolo totale, l’apolipoproteina B, il colesterolo non-HDL ed i trigliceridi, oltre ad aumentare il colesterolo HDL.

Questi dati sono stati confermati da uno studio effettuato confrontando gli effetti di Rosuvastatina, Atorvastatina ( Torvast ), Simvastatina ( Sivastin ) e Pravastatina ( Sanaprav ) ai diversi dosaggi, sui lipidi plasmatici di pazienti ipercolesterolemici.

Dallo studio STELLAR è emerso che Rosuvastatina presenta un'efficacia superiore a quella delle altre statine nel ridurre il colesterolo LDL, garantendo inoltre a 9 pazienti su 10 di raggiungere il target terapeutico indicato dalle lineeguida, già a bassi dosaggi.

Rosuvastatina presenta inoltre un profilo di sicurezza sovrapponibile alle altre statine come confermato anche dall’ FDA ( Food and Drug Administration ) che ha ribadito il suo giudizio positivo sul rapporto rischio/beneficio del farmaco.

Le concentrazioni plasmatiche di picco di Rosuvastatina vengono raggiunte entro 3-5 ore dopo somministrazione per os.
Sia la concentrazione di picco ( Cmax ) che l’area sotto la curva tempo-concentrazione plasmatica ( AUC ) aumentano quasi proporzionalmente con la dose somministrata di Rosuvastatina.
La biodisponibilità della Rosuvastatina è approssimativamente del 20%. Non ci sono differenze nelle concentrazioni plasmatiche della Rosuvastatina se il farmaco viene assunto alla sera o al mattino.
Il principale metabolita di Rosuvastatina, l’N-Desmetil-Rosuvastatina, che possiede un sesto dell’attività inibitoria dell’HGM-Coa reduttasi della sostanza madre, non ha azione farmacologica rilevante.
L’escrezione della Rosuvastatina e dei suoi metaboliti avviene principalmente tramite le feci ( 90% ). L’emivita di eliminazione della Rosuvastatina è di circa 19 ore.
L’insufficienza renale lieve-moderata ( clearance della creatinina superiore o uguale a 30ml/min/1.73m2 ) non influenza la concentrazione plasmatica di Rosuvastatina.
I livelli plasmatici del farmaco aumentano, invece, di quasi 3 volte nei pazienti con grave danno renale ( clearance della creatinina inferiore a 30ml/min/1.73m2 ), rispetto ai soggetti sani.
Nei pazienti sottoposti ad emodialisi cronica, le concentrazioni plasmatiche allo steady-state aumentano di circa il 50% rispetto ai soggetti sani.
I pazienti con insufficienza epatica dovuta ad epatopatia alcolica cronica presentano solo un modesto aumento sia dell’AUC che del Cmax del 5% e del 60%, rispettivamente, rispetto a pazienti con normale funzione epatica.
Nei pazienti con Child-Pugh B, l’AUC e Cmax aumentano del 21% e del 100%, rispettivamente.

La scarsa metabolizzazione di Rosuvastatina a livello del citocromo P450 3A4, consente l'associazione del farmaco con le sostanze che inibiscono il citocromo p450 3A4; pertanto la co-somministrazione con farmaci ( Eritromicina, Itraconazolo, Ketoconazolo ) ad elevata metabolizzazione ad opera del citocromo P450 3A4 non produce significativi effetti di rilevanza clinica sulla farmacocinetica di Rosuvastatina.
La co-somministrazione della Ciclosporina e della Rosuvastatina produce aumenti di Cmax e di AUC della Rosuvastatina di 11 e 7 volte, rispettivamente, nei soggetti sani.
L’impiego contemporaneo di Rosuvastatina 40mg e di Warfarin 25mg produce un aumento dell’INR, ma senza cambiamenti nelle concentrazioni plasmatiche del Warfarin.
Non ci sono cambiamenti nelle concentrazioni plasmatiche della Digossina quando questa è somministrata al dosaggio di 0.5mg assieme alla Rosuvastatina.
L’associazione tra Rosuvastatina e fibrati è ampiamente utilizzata nella pratica medica.
Quando la Rosuvastatina è associata al Fenofibrato non si osservano significativi cambiamenti nelle concentrazioni plasmatiche sia della Rosuvastatina che del Fenofibrato.
La co-somministrazione di Gemfibrozil e Rosuvastatina produce invece aumenti del 90% e del 120% dell’AUC e della Cmax della Rosuvastatina, rispettivamente. ( Xagena )

Ferdinand KC et al, Exp Opin Pharmacother 2005; 6: 1897-1910

 
 
 
 
     
 
 

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