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L'assunzione di L-Arginina da parte dei pazienti con infarto miocardico è associata ad aumento della mortalità
Health Canada ha informato i pazienti con precedente infarto miocardico di non far uso di prodotti contenenti il supplemento dietetico L-Arginina.

Uno studio pubblicato sul Journal of American Medical Association ( JAMA ) ha riscontrato un aumentato rischio di morte nei pazienti che hanno fatto uso di L-Arginina dopo infarto miocardico.

L’aminoacido L-Arginina è un substrato per l’ossido nitrico sintetasi.

Lo studio VINTAGE MI ( Vascular Interaction With Age in Myocardial Infarction ) si è posto l’obiettivo di verificare se l’aggiunta di L-Arginina alla terapia post-infartuale standard fosse in grado di ridurre la rigidità vascolare e di migliorare la frazione d’eiezione nei pazienti che hanno subito un infarto miocardico con sopraslivellamento ST.

Allo studio hanno partecipato 153 pazienti. Di questi 77 avevano un’età uguale o superiore a 60 anni.

I pazienti sono stati assegnati a ricevere L-Arginina ( dosaggio obiettivo 3g x 3 volte die ) oppure placebo, per 6 mesi.

Le misurazioni della rigidità vascolare e la funzione ventricolare sinistra sono risultate simili tra i partecipanti assegnati al placebo o alla L-Arginina.

Durante i 6 mesi dello studio, 6 partecipanti ( 8.6% ) nel gruppo L-Arginina sono morti, contro nessuno nel gruppo placebo.

A causa della mortalità riscontrata nel gruppo L-Arginina, il Data and Safety Monitoring Committee ha deciso di interrompere lo studio prima del previsto. ( Xagena )

Fonte: 1) JAMA, 2006; 2) Health Canada, 2006

 
 
 
 
 
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