- Studio MADIT-CRT: riduzione del rischio di eventi correlati a scompenso cardiaco mediante resincronizzazione cardiaca associata a ICD
- L’obiettivo dello studio MADIT-CRT è stato quello di valutare se la terapia di resincronizzazione cardiaca ( CRT ) con stimolazione biventricolare fosse in grado di produrre una riduzione della mortalità e degli eventi correlati allo scompenso cardiaco nei pazienti oligosintomatici, con ridotta frazione di eiezione e QRS largo.
Nel corso di 4.5 anni, sono stati arruolati e sottoposti a follow-up, 1820 pazienti con cardiomiopatia sia ischemica che non-ischemica, frazione di eiezione inferiore o uguale a 30%, durata del QRS maggiore o uguale a 130 ms e in classe funzionale
NYHA I-II.
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 3:2 a resincronizzazione cardiaca associata a defibrillatore impiantabile ( ICD ) ( n=1089 ) o al solo ICD ( n=731 ).
L’endpoint primario dello studio era rappresentato da mortalità per qualsiasi causa o insufficienza cardiaca non-fatale.
Durante un follow-up medio di 2.4 anni, l’endpoint primario si è verificato nel 17.2% dei pazienti del gruppo CRT-ICD e nel 25.3% dei pazienti del gruppo ICD ( hazard ratio nel gruppo CRT-ICD, HR=0.66; intervallo di confidenza 95% 0.52-0.84; p=0.001 ).
Non sono state riscontrate differenze significative in termini di beneficio del trattamento con CRT tra i pazienti affetti da cardiomiopatia ischemica o non-ischemica.
La superiorità della resincronizzazione cardiaca è stata determinata da una riduzione del 41% del rischio di eventi correlati a scompenso cardiaco, un dato particolarmente evidente in un sottogruppo predefinito di pazienti con durata del QRS maggiore o uguale a 150 ms.
La resincronizzazione cardiaca è risultata associata a una riduzione significativa dei volumi ventricolari e a un miglioramento della frazione di eiezione.
Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi riguardo al rischio globale di morte, con un’incidenza annua di mortalità del 3% in ciascun gruppo di trattamento.
Gli eventi avversi gravi sono stati raramente riscontrati in entrambi i gruppi.
Dallo studio è emerso che la resincronizzazione cardiaca associata a ICD ha prodotto una riduzione del rischio di eventi correlati a scompenso cardiaco nei pazienti moderatamente sintomatici con ridotta frazione di eiezione e QRS largo. ( Xagena News )
Fonte: The New England Journal of Medicine, 2009
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